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BELLAGIO La Versailles del Lario  

 

Bellagio e una delle molte mete di villeggiatura dei secoli scorsi che fiorirono lungo Ie coste dei laghi italiani. Vinto dalla dolcezza di questi luoghi vi si fece costruire una villa Plinio il giovane: le ville romane furono le prime a incoronare le sponde di questa punta che sporge tra i due rami del lago. Ma la fama di questa zona divenne così importante che fu definita la Versailles italiana, proprio per le ville e dimore principesche che furono erette qui, in una gara di magnificenza e dl splendori. Ancora oggi Bellagio è famosa per queste ville: dalla lussureggiante Villa Melzi costruita nell’800 in stile neoclassico alla settecentesca Villa Giulia, a Villa Trivulzio, a Villa Trotti, entrambe costruite nel ‘700. Tutte queste ville conservano i parchi accurati, con le caratteristiche terrazze a gradoni, che le rendono ormai parte integrante del paesaggio, e le fioriture che in ogni stagione attraggono tutti coloro che sanno apprezzare i giardini.

 

COMACINA  

L’isola contesa L’Isola del Lino ha avuto un destino di guerre e distruzioni che contrasta fortemente con la dolcezza del clima e del paesaggio dl questo specchio d’acqua. Le scaramucce per ottenerne il territorio Iniziarono ai tempi dei romani, e i bizantini vi costruirono importanti fortificazioni che oggi cominciano ad essere scoperte, dopo gli scavi iniziati dopo gli anni ‘5O. Nel 590 fu catturata da Autanl, coinvolta nelle Iotte tra duchi. re longobardi, poi fra quelle tra BerenganioIl e Ottone I di Sassonia. Nel 1169 fu rasa al suolo dai comaschi, alleati del Barbarossa contro Milano: gli abitanti ripararono tutti nella vicina Varenna. Oggi di tutto questo clamor di spade non rimane nulla, restano invece i ruderi delle chiese e dei cenobi che furono distrutti da tutto questo furor di guerre: la basilica di Sant’Eufemia, il battistero, Santa Maria col Portico, San Pietro in Castello, i Santi Faustino e Giovita. C’è giunto integro solo il beII’ oratorio di San Giovanni.

 

Cercando Renzo e Lucia  

Non si può dimenticare che qui furono ambientati i Promessi Sposi. Manzoni si ispirò molto da vicino ai luoghi e al paesaggio che conosceva così bene, comunque volenterosi ammiratori si sono dati da fare per ricostruire con esattezza i luoghi manzoniani: chi vuole, oggi, può seguire da vicino le tracce di Renzo e Lucia.

Si parte dai rioni cittadini di Acquate

 

 

e Olate, considerati i paesi di Renzo e Lucia: a Olate vi faranno vedere la casa di Lucia. una tipica casa rustica Iecchese. e la chiesa dei Santi Vitale e Valeria, considerata la parrocchia di Don Abbondio. Il castello di Don Rodrigo è quello edificato alla fine del 5OO dagli Arrigoni, purtroppo restaurato di recente in maniera un po’ troppo drastica. Quanto al luogo del famosa incontro tra Don Abbondio e I Bravi, è ad Acquate, vicino alla cappelletta di Via Croce. Ma il luogo più manzoniano, per atmosfera e fascino, è il chiostro convento di Fra Cristoforo, a Pescarenico.

 

 

 

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