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Cronaca di un avvenimento 3 sett. 2005
Nell'occasione del nostro matrimonio ho invitato mio cugino Carlo di Lodi che è alloggiato alla Nave San Felice e sono in attesa della mamma e di Luciano che arrivano da Chieti. Sono invitati a pranzo da noi, Carlo è arrivato e gli altri ritardano a causa del traffico sulla tangenziale di Bologna che li ha rallentati. Decidiamo di andarli ad aspettare all'uscita dell'autostrada a Trento Centro. Alle 13 sono al casello e alle 13 e trenta siamo nel piazzale davanti a casa.Abbracci e saluti di rito e poi subito a casa. Oggi il pranzo l'ha preparato Donatella : Minestrone alla trentina ( fagioli e bigoli ) lingua salmistrata, pernicice ( parte della spalla del vitellone ) con pourè di patate al burro fuso. Insalata brasiliana, pomodori e il tutto innaffiato dal buon Teroldego trentino e Montepulciano d'Abruzzo.
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Museo Diocesiano Trentino
Il pranzo si svolge piacevolmente e per digerire, vista l'ora : le 15 e trenta, si decide di andare a Trento a visitare in minima parte la città. Luciano si va ad accreditare a Povo nell'Hotel che si è trovato spulciando su Internet e noi ci dirigiamo verso la città del Concilio. breve visita nel Duomo di San Vigilio e nei suoi sotterranei ( luogo in cui era ubicata la vecchia chiesa paleocristiana ). Ci fermiamo un attimo lungo la navata destra dove fu costruita nel 1682
la Cappella del Crocefisso, che custodisce ancora oggi la scultura lignea del Crocefisso con Maria e Giovanni dolenti, ai piedi del quale furono promulgati i decreti del Concilio di Trento (1545-1563). La serie di sedute solenni della grande assemblea generale cattolica, infatti, si svolsero nel presbiterio della cattedrale di Trento, su un’opportuna struttura mobile in legno eretta sopra la cripta sotterranea. Il biglietto d'ingresso comprende anche la possibilità di visitare il museo Diocesano sito proprio qui a due passi proprio in piazza Duomo a Trento.
All'ingresso ci sona diverse colleghe della mia futura moglie che ci salutano e ci danno l'opuscolo della mostra "Argenti del Nord" che si tiene in questi mesi. Una mostra organizzata dal Museo Diocesano Tridentino e dalla Soprintendenza per i Beni Storico Artistici della Provincia Autonoma di Trento per rendere omaggio alla tradizione dell'arte orafa augustana, con una selezione dei circa quattrocento vasi sacri realizzati ad Augsburg tra il XVII secolo e la prima metà del XIX, attualmente conservati e talvolta ancora utilizzati nelle chiese della diocesi. La curatrice della mostra ci illustra i temi ed i contenuti dell'esposizione. Tra XVII e XVIII secolo la fama dell’arte orafa augustana si diffuse rapidamente in Germania e nella Mitteleuropa, fino a diventare un autentico monopolio. Lo sviluppo della produzione orafa augustana raggiunse il culmine intorno al 1735-1740, allorché su una popolazione di 31.000 abitanti di Augsburg, si contavano ben 260-275 maestri orafi: competenza e professionalità erano garantite dal lungo apprendistato imposto dalla corporazione a tutti coloro che avessero voluto esercitare il mestiere di orafo. La capacità produttiva di questi valenti artigiani, che comprendevano ebanisti, tagliapietre e smerigliatori di pietre preziose, orologiai, costruttori di cofanetti e custodie, nonché pittori, incisori e scultori, si affiancava ad una eccezionale rete commerciale che garantiva la distribuzione dei prodotti, destinati in gran parte all’esportazione. Io comunque consiglio sempre una visita a questo museo per la bellezza delle opere esposte durante tutto l'anno.
Le botteghe orafe augustane si distinsero inoltre per la realizzazione di raffinati oggetti ad uso profano: manufatti preziosi e ricercati quanto inutili, destinati alle Schatzkammern (camere del tesoro) o alle Wunderkammern (camere delle meraviglie) del tempo, oppure, soprattutto nel corso del Settecento, imponenti servizi da tavola o da toilette composti da decine di pezzi. Gli orafi augustani si specializzarono inoltre nella produzione di piccole sculture in argento a tutto tondo che talvolta riprendevano opere monumentali. Anche in Trentino si registrò un’ampia diffusione delle oreficerie augustane: canale di diffusione e compravendita di tali prodotti furono soprattutto le quattro fiere internazionali di Bolzano, alle quali molti acquirenti o intermediari trentini si rivolgevano. Le suppellettili ecclesiastiche giunsero nelle nostre chiese come donazione della comunità, di confraternite o di famiglie nobili locali: lo attestano stemmi e iscrizioni spesso apposte ai vasi sacri e una discreta documentazione rinvenuta negli archivi parrocchiali.
La visita si conclude perchè il museo chiude alle 18 e trenta perchè per l'interesse suscitato e la bellezza dei pezzi rarissimi esposti necessiterebbe di tanto altro tempo ancora. Si esce all'aperto, il sole è ancora alto e si decide di andare a fare una visitina a piazza Dante, sede del monumento omonimo, proprio davanti alla stazione ferroviaria di Trento. Per l'occasione c'era la mostra delle macchine d'epoca che occupava tutto il piazzale davanti al monumento e io non mi sono lasciata sfuggire l'occasione per fotografarle. Appuntamento poi alle 20 e trenta al "Merendero" di Gardolo per la classica pizza serale. Abbiamo come ospiti il figlio di Donatella Luca e famiglia, con i suoi consuoceri più i miei parenti, proprio una bella tavolata.
Monumento a Dante "Carlo e Emilia" |